Il Sabato del Villaggio

Un problema di Perugia visto al microscopio:


L'aeroporto di San Francesco sotto il microscopio!

L'articolo in questione (leggi qui) presenta i dati del 2025 per l'aeroporto San Francesco d'Assisi con un tono decisamente positivo, ma mettendo il medesimo e la reale questione "sotto il microscopio", emergono diverse sfumature interessanti sulla gestione politica, sulle criticità strutturali e sulle tensioni commerciali.

Ecco una valutazione critica dei punti chiave:
Il "successo" numerico vs. la saturazione.
L'articolo celebra il record di 620.420 passeggeri, sottolineando una crescita molto superiore alla media nazionale (+16% contro il +6%). Tuttavia, sotto la lente del microscopio si legge chiaramente che lo scalo è vittima del suo stesso successo: la struttura opera in "condizioni di saturazione". Questo significa che, senza gli investimenti previsti di 6,8 milioni, l'aeroporto rischia di diventare inefficiente, con disagi per i passeggeri (code, spazi ristretti, servizi carenti).
La narrazione politica?
È evidente una forte impronta politica nella stesura del pezzo. L'articolo cita esplicitamente il rilancio avvenuto sotto il governo di centrodestra di Donatella Tesei. Questo dettaglio serve a rivendicare la paternità dei risultati economici e infrastrutturali, trasformando un dato tecnico (i passeggeri) in un argomento di consenso elettorale o politico, proprio mentre si accenna a una "nuova governance" in arrivo nel 2026.
Il braccio di ferro con Ryanair.
Questo è il punto più critico che emerge nel sottotesto:
La tassa municipale: Ryanair chiede di abolirla (circa 2,2 milioni di euro di mancati introiti per la Regione) per raddoppiare gli investimenti.
Scontro sulle destinazioni: C'è una divergenza strategica non banale. Ryanair propone rotte "low-cost" classiche (come Lamezia o Baden-Baden), mentre la Regione spinge per hub internazionali (Parigi, Madrid, Francoforte) cercando un "turismo di qualità" (ovvero visitatori che spendono di più sul territorio).
Stallo: L'articolo definisce la partita "congelata". Tradotto: c'è un conflitto di interessi tra la logica di puro volume della compagnia aerea e la visione politica di sviluppo turistico della regione.
"Continuità Territoriale": una speranza o un'ammissione di isolamento?
Il riferimento all'iter per la continuità territoriale (come per Sardegna e Sicilia) suggerisce che l'Umbria soffra ancora di un grave isolamento infrastrutturale (ferrovie e strade). L'aeroporto non è visto solo come un'opportunità turistica, ma come una necessità vitale per compensare le carenze degli altri trasporti, cercando di ottenere sussidi statali per garantire i voli nazionali.
Investimenti e Governance.
Vengono stanziati 6,8 milioni nel DEFR 2026-2028. Tuttavia, l'avvio della "fase esecutiva" coinciderà con la nomina di una nuova governance nel primo semestre 2026. Questo indica che il prossimo anno sarà un periodo di transizione delicato: i cantieri e le strategie commerciali dipenderanno dalle nuove nomine politiche all'interno di Sase (la società di gestione).
In sintesi.
L'articolo descrive un aeroporto che vola alto nei numeri, ma che si trova a un bivio cruciale: deve decidere se diventare uno scalo d'élite per le capitali europee o assecondare lo strapotere delle low-cost, il tutto mentre cerca freneticamente di ampliare una "casa" che ormai è diventata troppo piccola per i suoi ospiti.

Giampiero Tamburi (coordinatore del gruppo informale "Perugia Social City")