"La Goitéta"
La verità dietro l'angolo.
In
dialetto perugino la 'goitéta' è una curva a gomito. In questa
rubrica è il punto in cui la propaganda si ferma e inizia la
realtà.
Cosa
intendiamo
fare?
Un'analisi precisa dei fatti.
Perché?
Perché spesso la verità si nasconde proprio dove la cronaca decide
di svoltare.
L'obiettivo?
Leggere tra le righe, senza sconti per nessuno.
L'Umbria e il costo vita: vediamoci chiaro!

L'analisi
dei dati pubblicati dall'Unione Nazionale Consumatori e riportati dal
Corriere dell'Umbria rivela un quadro preoccupante per il "cuore
verde" d'Italia. L'Umbria, tradizionalmente percepita come
un'isola felice e meno costosa rispetto alle grandi metropoli del
Nord, si ritrova invece al sesto posto tra le regioni con i maggiori
rincari (395 euro in più a famiglia nel 2025).
Ma
cosa sta succedendo davvero? Ecco un'analisi che prova a "leggere
tra le righe" dei numeri per capire i motivi di questa dinamica
e il divario tra Perugia e Terni.
Umbria
"cara": perché succede questo?
L'anomalia
dell'inflazione locale.
L'Umbria
registra un'inflazione dell'1,5%, superiore alla media nazionale
(ferma all'1% l'anno precedente). Quando una regione piccola e con un
reddito medio pro-capite non altissimo subisce un'inflazione
sostenuta, l'impatto sul potere d'acquisto è devastante. La causa
principale non è solo il costo dei beni, ma la velocità con cui i
prezzi stanno crescendo rispetto al passato.
Isolamento
logistico e costi energetici
L'Umbria
soffre storicamente di un deficit infrastrutturale. Essendo una
regione "di passaggio" ma con collegamenti ferroviari e
stradali spesso carenti, il costo del trasporto delle merci (che
viaggiano quasi interamente su gomma) incide maggiormente sul prezzo
finale dei beni di consumo. Inoltre, la conformazione del territorio,
fatto di molti piccoli borghi, rende la distribuzione capillare più
costosa.
La
terziarizzazione e il turismo
L'Umbria
sta vivendo un boom turistico. Se da un lato è un bene per
l'economia, dall'altro genera un "effetto sostituzione":
molti servizi e attività commerciali si riposizionano su fasce di
prezzo turistiche, trascinando verso l'alto il costo della vita anche
per i residenti.
Perugia
vs Terni: il divario tra le due province
Il
dato più interessante è la differenza tra le due città: Perugia
(24esima più cara) subisce un rincaro di 433 euro, mentre Terni
(55esima) si ferma a 325 euro. Perché questa forbice?
L'effetto
Polo Universitario e Amministrativo: Perugia è il centro
amministrativo e accademico della regione. La presenza massiccia di
studenti fuori sede e uffici regionali alimenta un mercato
immobiliare e dei servizi (affitti, ristorazione, trasporti locali)
molto più dinamico, ma anche più incline ai rialzi
speculativi.
Struttura
economica differente: Terni, pur avendo un'anima industriale che
risente dei costi energetici, ha una struttura dei consumi e un
mercato immobiliare storicamente più stabili. La minore pressione
turistica e una rete di grande distribuzione probabilmente più
competitiva permettono di tenere l'inflazione all'1,2%, contro l'1,6%
di Perugia.
La
"trappola" dei servizi: Spesso i rincari maggiori si
registrano nei servizi locali e nelle tariffe comunali. È probabile
che nel perugino la pressione fiscale locale o i costi legati alla
gestione dei rifiuti e dei servizi idrici siano cresciuti in modo più
marcato rispetto alla provincia di Terni.
In
conclusione: un'Umbria a due velocità.
Leggendo
tra le righe, emerge un'Umbria che sta perdendo il suo vantaggio
competitivo di "regione a buon mercato". Il sesto posto
nazionale non è un trofeo, ma un campanello d'allarme: se il costo
della vita sale più velocemente dei salari (che in Umbria sono
storicamente più bassi rispetto al Nord), il rischio è un
impoverimento progressivo del ceto medio.
Terni
sembra reggere meglio l'urto grazie a una minore esposizione alle
dinamiche del terziario e del turismo di massa, mentre Perugia sta
pagando lo scotto di essere il "motore" della regione, un
motore che però sta diventando troppo costoso da mantenere per chi
ci vive.
Giampiero Tamburi (coordinatore del gruppo informale "Perugia Social City")
